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La teologia e la filosofia, o forse si dovrebbe
 dire le teologie e le filosofie, si intersecano
 nella storia del pensiero e del sentimento
degli uomini. Ciò avviene spesso con
sincretismi ambigui e sovrapposizioni
tali da rendere difficile distinguere dove
finisca la "scienza del divino" e dove
cominci  l""amore per il sapere", che forse
 più correttamente andrebbe aggiornato in
 "amore del conoscere" filosoficamente inteso.

 

Un recente indirizzo di pensiero tende a
 sdoppiare ulteriormente la filosofia in
filosofia vera e propria e in teologia filosofale,
intendendo con la seconda un'attività
speculativa che usa gli stessi mezzi della
filosofia, come la logica e la dialettica,
ma avendo a proprio oggetto non già la
conoscenza della realtà in quanto
vivibile e percepibile, ma un livello molto
più profondo di essa, espresso nei termini
di "essenza", di "sostanza", di "origine"
 o di "fondamento ontologico".
 

 

Basti ricordare in proposito Aristotele,
allorché nel Libro XI (7, 1064 b, 39-45)
 della Metafisica così definiva le varie
 "scienze teoretiche":

 

Resta chiaro, pertanto, che esistono tre generi di scienze teoretiche:
quella fisica, quella matematica e quella teologica. Superiore agli
altri  è, pertanto, il genere delle scienze teoretiche, e fra queste la
più nobile è quella da noi ricordata per ultima, perché essa
si occupa dell’essere più venerando.

 

L'essere "più venerando" è ovviamente
Dio; alla teologia si subordinano in ordine
di rango: la matematica e poi la fisica.
Escluse naturalmente da questa classifica
le scienze della natura, le quali, occupandosi
solo degli "accidenti" e non delle
"sostanze-essenze"  si collocano
in una categoria non teoretica.

 

Gerarchizzando gli enti reali in “divini”
(oggetto della metafisica) e “accidentali”
(oggetto dell’indagine naturalistica),
Aristotele rimane idealista a dispetto
della stessa critica che egli muove alla
 platonica “filosofia delle idee”, sviluppata
 in più luoghi della stessa Metafisica
(I, 6, 987b; I, 9, 990b-993a e altri).

 

Va notato che anche la Fisica aristotelica,
per i suoi oggetti d'indagine, è un forma
subordinata di teologia, laddove Dio
(il Primo Motore) è l’”atto puro” e la
“causa prima” dell’essere in generale
(Fisica, VIII, 7). Causa prima che è
 anche causa “finale” nell’ambito di un
 pensiero teologico deterministico


  In tal senso una filosofia intesa come
"amore per la conoscenza", in relazione o
di concerto con il procedere delle scienze,
viene a trovarsi slegata dalla metafisica e
e in un rapporto talvolta oppositivo.


E' da considerazioni di questo tipo che
nasce l'indagine che vi proponiamo.
Un'analisi del rapporto teologia-filosofia
che non concerne la "teologia cultuale",
quella che ha fondamento nella fede e
nel culto, ma la
"teologia filosofale",
ovvero la metafisica
, in quanto scienza
del divino
come "sostanza" ed "essenza"
.


Per chi sia interessato ad approfondire
i termini di questa ricerca sui significati dei
termini "teologia" e "filosofia" suggeriamo di

 

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